La tenuta

Il desiderio di lasciare i sentieri fino a ora battuti, il colpo di fulmine legato all’incontro di un territorio sconosciuto, il riconoscere in un luogo e in sé stessi le esatte sensazioni che ti avevano emozionato tanti anni prima, tutto questo ha convinto Cecchi, per la prima volta nella sua storia, a varcare i confini della Toscana per affrontare una nuova avventura produttiva.

Alla fine degli anni Novanta, l’azienda investe nel territorio del Sagrantino di Montefalco, prestigiosa denominazione umbra che ha conosciuto grandissima fama negli ultimi venti anni della nostra enologia.

L’acquisto della Tenuta Alzatura comporta per Cecchi oltre allo sforzo economico la necessaria riorganizzazione della strategia produttiva, sia agronomica sia enologica, che si deve adattare alla nuova realtà.

D’altra parte però l’azienda riconosce nel connubio tra vitigno Sagrantino e territorio di elezione nella stessa unicità espressiva e nel radicamento socio-culturale della viticoltura locale, quei fattori alla base della qualità ottenuta nelle aziende toscane.

L’iter dunque non cambia. Prima di tutto, grande attenzione alla natura dei suoli, qui argillosi con buona presenza di scheletro, e studio clonale sulla varietà che meglio possa adattarsi alle caratteristiche pedoclimatiche dei suoli a disposizione.

Il vino Sagrantino di Montefalco si caratterizza per un’importante estrazione polifenolica. La materia deve essere sorretta da un giusto apporto di freschezza per raggiungere il necessario equilibrio. L’obiettivo aziendale è riassumibile nella continua ricerca dell’armonia.

Lo splendido Palazzo Paulucci, nella centrale piazza Mustafà a Montefalco è un altro fiore all’occhiello della famiglia Cecchi.

Vini

Territorio

Le splendide mura trecentesche del borgo di Montefalco rappresentano il punto di vista ideale per osservare un territorio dove l’agricoltura ha sempre costituito la principale attività svolta da generazioni di persone.

Nell’epoca contemporanea la vocazione del territorio alla viticoltura, e con essa un giusto ritorno economico, hanno modificato i paesaggi dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e, naturalmente, Montefalco dove è possibile produrre Sagrantino. Un territorio che ha evidenziato in modo lampante l’incredibile potenziale enologico fino a cinquanta anni prima solamente intuito.

L’uva Sagrantino non è tra le più docili da coltivare. Esige terreni non troppo fertili dotati di buon scheletro. La fase vegetativa è la più delicata da affrontare. Tendente all’affastellamento, la pianta è un ricovero ideale per parassiti e malattie fungine. Per questo i tralci devono essere messi in contatto con una buona circolazione di aria. Le esposizioni di media collina sono le migliori.

Una volta ottenuta l’integrità del frutto, l’uva sagrantino regala grandi soddisfazioni con un apporto polifenolico senza paragoni. Da qui la giusta interpretazione del vitigno e l’idea produttiva dell’azienda fanno la differenza.